|
|
|
Virgilio
|
Publio Virgilio Marone nacque il 15 ottobre del 70 A.C. ad
Andes, piccolo villaggio nei pressi di Mantova, identificabile con l'odierna
Pietole.
La sua famiglia di modesti
proprietari terrieri gli permise di ricevere una accurata educazione prima a
Cremona e a Milano, poi a Roma.
L'eloquenza e l'oratoria non si rivelarono
però molto congeniali alla natura del mite Virgilio, riservato e timido. Forse,
più delle scuole da lui frequentate, giovarono alla sua formazione di poeta i
primi dodici anni di vita trascorsi nella ridente campagna mantovana, la
dove
il Mincio scorre con lenti meandri e riveste di tenere conne le
rive (Georg. III,14-15).
Sicuramente da qui deriva il suo grande amore
per la terra che ritroviamo in tutte le opere.
Altrettanto formativa fu per
Virgilio la corrente letteraria dei Poetae Novi (Catullo) i quali,
abbandonato il poema epico, si rivolsero a composizioni più leggere sul tema
dell'amore e degli affetti.
Terzo elemento che fece di Virgilio il grande
poeta fu l'influenza della filosofia di Epicuro, che invitava ad amare la vita
semplice, la natura, ed abbandonare le ambizioni, le passioni, i turbamenti
della vita frenetica della città.
Virgilio ne fu così affascinato che si
trasferì nel tranquillo Golfo di Napoli per seguire gli insegnamenti
dell'epicureo Sirone. Qui egli concepì la prima grande opera: le
Bucoliche a cui seguirono le Georgiche; infine l'Eneide che
fu pubblicata dopo la morte avvenuta nel 19 A.C. a Brindisi.
Virgilio fu
sepolto a Napoli.